Grande Ippica Italiana – https://www.grandeippicaitaliana.it/news/il-2026-dellippica-italiana-filiera-riunita-al-masaf-tra-certezze-prospettive-e-visioni-condivise
In apertura dei lavori, il sottosegretario La Pietra ha ringraziato i presenti per la nutrita partecipazione all’incontro: “Quello appena trascorso è stato un biennio significativo: dalla costituzione della Direzione per l’Ippica nel settembre 2023, abbiamo conseguito risultati importanti che hanno segnato un evidente cambio di passo rispetto al percorso di involuzione ereditato, invertendo la tendenza pur senza la presunzione di aver risolto tutte le criticità del settore. Tra i traguardi più rilevanti figurano la regolarità dei pagamenti, la conferma dei premi al traguardo e l’aumento degli stanziamenti. Ora la nostra attenzione è rivolta al 2026: sul fronte delle risorse per gli ippodromi non sono previsti tagli, anzi, stiamo lavorando a un incremento di circa 1,5 milioni muovendo i relativi capitoli di spesa, a cui si aggiungono un ulteriore milione destinato a Capannelle e il recupero di 1,7 milioni in conto capitale.

“Nei prossimi mesi attueremo nuovi provvedimenti sia sugli stanziamenti che sulla regolamentazione: attendiamo una bozza per la riforma delle scommesse, anche attraverso un’agenzia esterna, per dare maggiore agio al comparto, e procederemo al rinnovo della Consulta — intesa come organismo di consultazione e non di concertazione — per raccogliere indicazioni utili sul piano amministrativo e politico. Il 2026 sarà anche l’anno di una revisione profonda e completa dei regolamenti di trotto e galoppo. Parallelamente, prosegue il nostro impegno nella comunicazione e promozione: dopo il successo di Fieracavalli Verona, guardiamo al prossimo appuntamento di Parigi in occasione dell’Amérique, dove l’ippica sarà ricevuta per la prima volta presso l’Ambasciata italiana per un percorso di valorizzazione internazionale. Registriamo già un miglioramento significativo su questo fronte, con numeri record di crescita per il sito e le piattaforme social; anche per EQU Tv rinnoveremo il Comitato editoriale, coinvolgendo rappresentanti del settore per dare una nuova spinta al servizio. Il concetto fondamentale che vogliamo affermare è che negli ippodromi si deve tornare a fare impresa“.

A seguire, l’intervento del Direttore Generale per l’Ippica Remo Chiodi: “Integro quanto illustrato dal Sottosegretario al quadro d’insieme rappresentato, ribadendo la volontà di imprimere un indirizzo chiaro basato sulla governance e sulla sostenibilità finanziaria complessiva, ambiti in cui tutto il comparto è chiamato a contribuire maggiormente. Sebbene il 2025 ci abbia consegnato un incoraggiante +3% sul volume delle scommesse, questo dato non è sufficiente: occorre intensificare la promozione dell’ippica italiana su scala nazionale e internazionale, capitalizzando il rinnovato interesse degli operatori esteri, una novità assoluta che porta benefici tangibili alla filiera”.

Al centro dell’agenda restano la riforma delle scommesse, che raccoglierà gli input del settore, e l’adeguamento delle infrastrutture, chiamate a garantire standard qualitativi elevati per un’utenza sempre più esigente, supportate da una comunicazione efficace che registra già dati di crescita importanti. Intendiamo dare continuità alla tempestività e regolarità dei pagamenti, così come all’attenzione al benessere animale e al contrasto al doping, affrontando parallelamente la sfida interna della digitalizzazione e dell’efficientamento dei sistemi. A testimonianza del mutato posizionamento dell’Italia all’estero, ricordo che il prossimo 5 febbraio la Sala Cavour del Masaf ospiterà la riunione del Comitato europeo Pattern: un ritorno che mancava dal 2005 e che certifica il lavoro svolto. L’auspicio conclusivo è quello di lavorare in armonia e sinergia: l’unità di intenti sarà decisiva per compiere, nel 2026, passi avanti ancora più significativi“.

Il confronto di oggi in Sala Cavour ha avuto un valore concreto: ha rimesso attorno allo stesso tavolo tutte le componenti, con l’obiettivo di trasformare le priorità in una rotta condivisa. La partecipazione ampia e qualificata non è stata solo una fotografia del momento, ma un segnale politico e di filiera: quando il settore si parla con franchezza e metodo, le decisioni diventano più rapide, le responsabilità più chiare e le prospettive più credibili. Il 2026, insomma, è chiamato a essere un anno di scelte e di continuità nel segno del percorso di rilancio avviato, quello cghe nasce dal lavoro comune, dalla visione e dalla capacità di fare sistema.
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